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BOLOGNA MOSTRA GIULIO II° E RAFFAELLO

Venerdì 16 Dicembre 2022

Partenza


Dal 16/12/2022
al 16/12/2022

durata: 1 giorno

€ 20,00

Dettaglio quota

Quota individuale di partecipazione a minimo 20 partecipanti euro 20,00

La quota comprende: biglietto d’ingresso e diritti di prenotazione, visita guidata, radioguide auricolari.

La quota non comprende: Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

LE ISCRIZIONI SONO APERTE FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI

POSSIBILITA’ DI ISCRIZIONE CON PAGAMENTO ANCHE TRAMITE BONIFICO BANCARIO INDICANDO

COGNOME, NOME E VIAGGIO  IBAN UNICREDIT: IT 02 C 02008 02480 000002855440

 

Ritrovo alle ore 15.20 a Bologna Pinacoteca Nazionale Via delle Belle Arti, 56 – ingresso prenotato per le ore 15.30

 

Incontro con nostra guida autorizzata e ingresso alla mostra, di seguito visita alle altre sale della Pinacoteca.

Un grande progetto espositivo accende i riflettori su quanto abbia significato per Bologna, l’arrivo in città di artisti come Raffaello, Michelangelo o Bramante. Un arrivo che coincise con la presa del potere dello Stato della Chiesa, nella persona di Papa Giulio II della Rovere.

È proprio l’arrivo, del tutto eccezionale, a Bologna del Ritratto di Giulio II, capolavoro tra i massimi di Raffaello, tra i tesori assoluti della National Gallery di Londra, che prende avvio questa affascinante e per più versi originale mostra.

Non poteva esserci luogo migliore della Pinacoteca Nazionale di Bologna per ospitare questa mostra. La Pinacoteca per l’occasione rivede l’intera sezione dedicata al Rinascimento con un nuovo itinerario di visita che approfondisce il percorso artistico relativo all’arte bolognese dall’epoca dei Bentivoglio sino all’incoronazione di Carlo V.

È nel 1506 che, strappata la città alla signoria dei Bentivoglio, Giulio II riconduce Bologna al domino della Chiesa.

Un fatto che ha implicazioni in ogni aspetto della vita cittadina, arte compresa.

Bologna, con la vicina Ferrara, contava all’epoca su artisti di grandissimo valore. Francesco del Cossa, Ercole de Roberti, Lorenzo Costa, tra i ferraresi che operavano in città, accanto ai bolognesi Francesco Francia e Amico Aspertini, impegnati in committenze di rilievo, come la mostra documenta in modo preciso.

Gli artisti che avevano avuto il ruolo di protagonisti nel periodo bentivolesco si trovano a misurarsi con Michelangelo, Raffaello e Bramante e a confrontarsi con un altro mondo: una rivoluzione cui consegue la diaspora dei maestri bolognesi.

Il raffaellismo conquistò la maggior parte degli artisti rientrati in città ma non fu così per Amico Aspertini, pittore fedele al proprio linguaggio assolutamente personale e anticlassico, come testimonia in mostra il Cristo benedicente tra la Madonna e San Giuseppe, che qui giunge grazie al prestito della Fondazione Longhi di Firenze.

Gli anni travagliati che portano al Sacco di Roma nel 1527 condussero a Bologna un’altra personalità di spicco: il Parmigianino presente in città tra il 1527 e il 1530. La sua arte raffinata ed inquieta è documentata in mostra dal confronto tra la Santa Margherita della Pinacoteca e la Madonna di San Zaccaria, che giunge dagli Uffizi.

Con queste opere si arriva alle soglie di un nuovo momento centrale per Bologna, quello dell’incoronazione di Carlo V da parte di Clemente VIII, cui è riservata la conclusione dell’esposizione.

La mostra si dipana lungo l’ala del Rinascimento della Pinacoteca, in un percorso che pone in dialogo i capolavori del museo con gli importanti prestiti ottenuti.

Uno spazio nel percorso espositivo viene riservato anche a quei capolavori che per diverse vicende sono andati perduti per sempre, come il monumento a Giulio II di Michelangelo, la Cappella Garganelli con i suoi affreschi, il Palazzo dei Bentivoglio e gli interventi architettonici del Bramante.