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L'Arabia Saudita, il turismo e la

L'Arabia Saudita, il turismo e la"nuova Primavera"​.

Le rivoluzioni storicamente partono sempre dal basso, si sostiene che siano quelle vere, volute dal popolo. In Medio Oriente, nel Nord Africa, la primavera araba è stata poco più di una illusione rivoluzionaria. La Tunisia vive una situazione sociale non di semplice transizione verso la democrazia. In Egitto i militari continuano ad avere il controllo della società. Come sappiamo, in Libia, Yemen e Siria infuria la guerra. In questo contesto geopolitico, in Settembre, l’Arabia Saudita concede l’apertura del Paese al turismo, anche se limitata a 49 Paesi tra cui l’Italia; una notizia che nel nostro settore significa stagione di cambiamento e può essere epocale per il Mondo Arabo. Un rivoluzione dall’alto, con i suoi limiti, ma che fa ben sperare per le aperture sociali nel paese. Da quando è nata l’attività turistica, il movimento dei viaggiatori ha influito e contribuito positivamente non solo sul fattore economico, ma anche su quello della emancipazione sociale. 

L’annuncio fatto dal responsabile del turismo saudita, Ahmed al-Khateeb, segna una svolta storica per il paese, anche se ci vorrà del tempo per assimilarne i diversi passaggi a cominciare da quelli burocratici. Alla novità del visto elettronico on line, con validità standard dei 90 giorni, si unisce il permesso alle donne occidentali di non indossare il niqab; una piccola rivoluzione tangibile, visto che l’Arabia è considerata culla del wahabismo, una tra le forme più rigide dell’Islam sunnita. La scelta è fortemente voluta dal principe reggente Mohammed Bin Salman che considera il turismo uno dei punti cardini per diversificare l’economia e parte essenziale di Vision 2030, ambizioso progetto che si contrappone ad una società estremamente conservatrice e religiosa.

Una proiezione, quella fatta dalle autorità saudite, intenzionate a raggiungere entro il 2030, cento milioni di visite annuali tra turismo interno ed internazionale. L’offerta è molto attraente, ci sono da vivere meraviglie considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Si possono finalmente visitare lungo l’antica via delle spezie, le rovine nubatee di Madain Salih. Bellissima è l’Oasi di Al-Asha con il suo paesaggio infinito di sabbia e cielo azzurro. At-Tiraif presso Ad-Diriyah, la prima capitale della dinastia saudita, fondata nel XV, testimone dello stile architettonico di Najdi. Da includere nell’itinerario la Gedda Storica, una delle porte per La Mecca, quest’ultima non sarà permesso visitare a coloro che non sono di fede mussulmana. Il cratere del vulcano al-Wahbah, con l’incredibile paesaggio lunare e la visita all’arte rupestre della regione di Hail sono mete da inserire assolutamente nel programma di viaggio.

Per concludere il tour, quella che in un pacchetto turistico si definisce estensione mare. Dopo aver vissuto tra storia, archeologia e natura, si approda sulla costa del Mar Rosso, lunga 180 chilometri, tra Umm Lajj e la città di Al-Wajh (Nord Ovest del Paese), dove saranno costruiti hotel, resort di lusso ed un nuovo aeroporto.

Torneremo a essere ciò che eravamo prima, a un Islam tollerante e moderato, che sia aperto al mondo e a tutte le religioni e alle tradizioni dei suoi popoli - Mohammad bin Salman Al Sa'ud.
 
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