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Perù il sogno della mia vita

Un’esperienza responsabile e solidale indimenticabile

Questo viaggio era il sogno della mia vita. Una terra che mi chiamava, un popolo che mi attirava. Ora, dopo questa esperienza, non posso certo dire di avere visitato il Perù, talmente grande, esteso, diverso nelle sue tre regioni; mi sembra di avere comunque accolto lo spirito del luogo e del popolo, o perlomeno, delle persone che ho incontrato, con cui ho parlato, con cui ho mangiato, che ho abbracciato. Sono partita affidando il mio viaggio al mio intuito, chiedendo ospitalità. Un mese a Chosica, un paese ad est di Lima proprio sulla strada che unisce la capitale con la selva. Sono villaggi poveri con abitazioni chiamate “invasioni”, in pratica gli abitanti vivono in baracche. Nel mezzo di Chacrasana alto, è stato costruito un asilo per i bambini di tre, quattro, cinque anni, e una chiesa consacrata a San Pio. Il servizio che ho prestato durante il primo mese di soggiorno era un aiuto in cucina nel preparare il pranzo ai bambini. Ospitata presso la sede di Santa Maria situata nella valle. Tutte le mattine mi spostavo utilizzando autobus locali, poi salivo su una macchina che fungeva da taxi per raggiungere l’asilo. I bambini non si chiedevano perché ero lì, che cosa ci facevo, cosa volevo da loro; mi hanno osservata soltanto i primi giorni incuriositi dalla novità, chiedendo perché non passavo del tempo con loro e restavo sempre in cucina. Ogni giorno, finito il lavoro, scendevo per il deserto, attraverso la polvere, attraverso le montagne, solo ricoperte di sassi. Sassi e nient’altro. L’ultimo giorno di permanenza, una bambina è uscita dalla sua casa, mi ha chiamata ed è corsa verso di me, mi ha salutato buttandomi le braccia al collo. Non ho potuto fare a meno di commuovermi. Il mio niente è molto, molto di più del loro tutto.

 

Ritornata a Lima mi sono imbarcata sull’aereo per Cuzco dove mi aspettavano alcuni amici. Prima di atterrare dall’alto dell’aereo potevo vedere le montagne che circondavano la città, l’ombelico del mondo, sono rimasta senza fiato tanta era la bellezza, un cielo azzurro e un sole splendente, il Perù, il paese del sole. Cuzco è meravigliosa, la cattedrale, le chiese, le mura Inca, Plaza de Armas, la gente, i colori, le danze; mi è sembrato di essere proiettata in un’altra dimensione tanta era la diversità rispetto alla città di Lima o al paese di Chosica. Importanti luoghi sacri Inca, resti archeologici, parchi organizzati, ma anche luoghi meno visitati da turisti ma altrettanto interessanti. La spiritualità si respira in ogni sasso, in ogni prato, in ogni animale, si respira anche nella fatica di respirare che toglie ogni pensiero. A 3600m di altitudine anche una piccola salita può comportare un grande sforzo. Con il gruppo abbiamo proseguito il viaggio per Titicaca pernottando quattro giorni anche in Bolivia nella parte del lago boliviano. Il lago è un mare, è poderoso, immenso, incute timore, rispetto, e le isole sono luoghi incantati dove ancora la natura si può esprimere e ci può parlare. Dall’alto delle montagne, dove di solito si trovano anche i templi Inca, ammiravo tanta bellezza, talmente bello il paesaggio che trattenevo il respiro per paura di rovinare l’incanto. Mi sono chiesta perché tanta povertà e tanta bellezza tutto nello stesso paese, nello stesso popolo. Mi sono detta che molto probabilmente Dio vuole che amiamo entrambe le cose, per amare interamente la vita, e forse solo amando posso permettere al mio essere di cambiare. Un viaggio che mi ha dato tanto, un "cammino" attraverso il Perù e attraverso il mio cuore.

 

Carmen Ronchetti