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Jebel Qurma il deserto nero della Giordania

Scoperte centinaia di tombe antiche

Nuova scoperta di popolazioni vissute circa quattromila anni fa in un territorio giordano ai confini con l’Arabia, nel deserto di Jebel Qurma. Diversi ritrovamenti archeologici, passando per l’età del Bronzo (dal 3500 a.C. al 1200 a.C. circa), sino al periodo ellenistico e bizantino, testimoniano la presenza di popoli nomadi che hanno lasciato attraverso molte tombe, diverse testimonianze. Un vero tesoro, come sostengono Akkermans e Brüning, membri del dip. di Archeologia dell’Università olandese di Leiden.

Da sepolcri semplici di lapidi in pietra, sino a tombe elaborate con statue e cerchi concentrici. Alcune hanno delle installazioni circolari annesse con resti di falò, forse serviti per i riti funerari. Uno studio con il carbonio-14, fa risalire il periodo delle ceneri dal Medioevo in poi. Nessuna traccia di resti umani o pochi, anche perché il “grande cimitero” è stato depredato nel tempo. Rinvenuti comunque dei suppellettili di terracotta usati per arricchire le tombe dei propri cari.

Una regione chiamata “fuoco morto”, nome conferito dal capitano Lionel Rees, un ufficiale della British Royal Air Force che nel 1929, scrisse su una rivista di settore di una regione che raccoglie solo "fredde ceneri" - Si Viaggia