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I Paese Baltici

Dalla corrispondenza di un "nostro speciale" viaggiatore

I popoli baltici hanno sempre mostrato un forte sentimento di indipendenza, di libertà. Pur avendo subito nei secoli varie dominazioni, appena hanno potuto, hanno sempre alzato la testa. Sotto il dominio dell’Unione Sovietica, con il solo passaparola, il 23 agosto 1989, la maggior parte degli abitanti della Lituania, Lettonia ed Estonia si sono dati la mano, formando una cordata umana lunga circa 600 km, dalla piazza principale di Vilnius alla città di Tallin: una richiesta forte, impressionante, decisa ma pacifica, di ritorno all’indipendenza, ottenuta poi un paio di anni dopo!

Camminando per le strade delle città, si respira ancora l’entusiasmo di queste giovani nazioni, la fierezza, pur essendoci molta apertura allo straniero.

Abbiamo effettuato moltissime visite suggestive e commoventi anche durante i trasferimenti: a Salaspils, il memoriale del campo di concentramento ci ha lasciati in silenzio per parecchi minuti, cosa insolita per noi italiani. La stessa cosa è successa alla 'collina delle Croci’, una piccola altura disseminata di croci di ogni tipo e dimensioni, simbolo di fede e lotta pacifica contro l’invasore. E infine ricordo la visuale emozionante del castello in mezzo lago a Trakai.

Le strade spesso sono immerse nei boschi di betulle e abeti.

Riassumo brevemente i luoghi e i punti, a mio parere, degni di nota nelle  città visitate:

ad Helsinki, la scultura dedicata a Sibelius, il loro musicista nazionale, i quartieri progettati da Alvar Aalto, la piazza principale con l’immensa cattedrale luterana e la zona del porto con i mercati all’aperto e al coperto, luogo frequentatissimo anche dagli abitanti locali per il pranzo: zuppa di salmone, salmone e arringh, frutti di bosco a non finire.

Il centro storico di Tallinn è meraviglioso, una città medioevale ottimamente conservata. Nella parte alta c’è il castello, ora sede del Parlamento e la parte bassa era ed è la sede dell’attività commerciale. Visitata di giorno e perlustrata di sera offre tantissimo, anche molti locali per lo svago. Il nostro albergo era di fronte al castello, 10 minuti a piedi ed eravamo per le vie lastricate del centro.

Riga è la capitale con più abitanti; anche qui, grazie alla vicinanza dell’hotel al centro storico, abbiamo avuto la possibilità di visitarlo in più momenti, gustando in locali assai caratteristici il loro tipico amaro, il Black Balsam, classico o al ribes nero. Bellissime le facciate di alcuni palazzi (Michail Ejzenstejn) nel quartiere Liberty.Moltissima gente per strada, principalmente abitanti locali. La loro voglia di luce e caldo si traduce in vita all’aria aperta non appena le condizioni meteo lo permettono. Baratterebbero ambra, lino e legno a volontà per un po’ del nostro caldo.

Vilnius è disseminata di chiese. Bellissimi i cortili della zona universitaria e gli affreschi di alcune facoltà e del book shop. Degna di nota anche la piazza principale col duomo, la torre dell’orologio e la collina col castello di Gediminas, simbolo della città.

I lituani sono detti gli ‘italiani del Baltico’ per la loro voglia di cantare, ballare, ridere (ovviamente dilettanti nei nostri confronti) e mi ha incuriosito parecchio l’iniziativa proposta da artisti di un quartiere di Vilnius, Uzupis, che si è dichiarato Stato, con tanto di Costituzione (41 articoli), un documento che è praticamente un inno alla felicità:

Ogni essere umano ha il diritto di fare errori, di essere felice, di stare in silenzio, da leggere!

Concludo aggiungendo un ulteriore articolo a questa Costituzione:

42. Sarebbe bello che ogni essere umano potesse avere la possibilità di viaggiare, visitare e conoscere culture diverse dalla propria.

Questi luoghi, queste culture meritano una visita.

 

Manuele Tartarini