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“Rapa Nui” La Grande Roccia

Scoperta nel giorno di Pasqua del 1722

L’esploratore olandese che approdò sull’isola in pieno Oceano Pacifico a circa 3500 km. dal Cile, si chiamava Jacob Roggeveen. Fu lui a chiamare “Rapa Nui”, Isola di Pasqua. La particolarità della “Grande Roccia”, sono le famose statue dal nome “Moai”. Dalla cava più importante dell’isola, Rano Raraku, il popolo di Rapa Nui produceva le sue gigantesche sculture raffiguranti gli antenati protettori. Il National Geographic’s Expeditions Council, finanziando un test di due professori, Terry Hunt dell’Università delle Hawaii e Carl Lipo della California State University Long Beach, ha dimostrato che le statue monolitiche venivano trasportate da un numero di circa 18 persone con l’aiuto di corde che tenevano le statue di pietra in verticale (provato sul campo) e non in orizzontale, utilizzando tronchi di legno, come da ipotesi fatta dall’esploratore Thor Heyerdahl nel 1955. Altra ipotesi è quella dello scienziato Jered Diamond, il quale sostiene ci sia stato un ipersfruttamento delle risorse naturali che ha contribuito al «collasso di una civiltà». Hunt, insieme al collega Lipo, autori del libro “The Statues That Walked”, con il quale hanno vinto il premio della Society for American Archaeology per il miglior libro destinato al grande pubblico, sostiene il contrario: la civiltà autoctona è finita non perché sono state tagliate centinaia di Palme, ma perché ci fu una invasione di topi e diverse malattie importati dalle invasioni dei primi europei nel XVIII secolo. Come sappiamo dalla documentazione storica, le popolazioni autoctone verranno prima sottomesse e poi “estinte”, dall'insediamento definitivo degli occidentali – La Stampa. A Novembre, noi di Petroniana Viaggi visiteremo il  CILE E... ISOLA DI PASQUA . Siete tutti invitati a verificare sul posto le nuove ipotesi!